Non solo l’industria, ma anche l’autotrasporto, l’agroalimentare, la ristorazione collettiva, le costruzioni e i servizi alla persona sono a rischio di una crisi senza precedenti per l’aumento dei costi energetici legato al conflitto in atto in Medio Oriente.
L’allarme viene da Confcooperative Terre d’Emilia, secondo, la quale oltre la metà delle 620 cooperative aderenti sono esposte ad un “rischio grave”, mentre per le altre l’aggravio dei costi determinerà comunque problemi rilevanti.
“In diversi casi – spiega il presidente di Confcooperative Terre d’Emilia, Matteo Caramaschi – si sta ancora pagando l’impennata dei prezzi (mai rientrata, tra l’altro, per i prodotti legati alle costruzioni) determinata dall’avvio del conflitto in Ucraina, quattro anni, e l’escalation che stiamo registrando rischia di infliggere colpi insopportabili alle realtà che operano nel comparto edile, nell’autotrasporto e nell’agroalimentare, con situazioni particolarmente critiche per i caseifici sociali”.
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