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Reggio Emilia, il 19 Gennaio "Lavoro e donne: quando il genere è un rischio". Intervista ad Antonella Albertini

martedì 10 gennaio 2023

Il Co.A.Ge (Coordinamento delle Associazioni di Genere e delle articolazioni di genere delle rappresentanze sindacali e libero professionali della città di Reggio Emilia) di cui Confcooperative è componente effettivo, organizza l'evento, unico al momento in Italia, “Lavoro e donne: quando il genere e’ un rischio - Formazione in ottica di genere per la prevenzione dei rischi sul lavoro” che avrà luogo giovedi’ 19 gennaio, alle ore 14.30, presso la Sala Consiliare della Provincia – Corso Garibaldi 59 Reggio Emilia.

Lavoro e donne, un tema di enorme complessità e allo stesso tempo di grande fascino, che è divenuto argomento di dibattito ormai costante a livello locale e nazionale. Per parlare di questo, delle grandi e profonde dinamiche che investono il mondo del lavoro al femminile, il Co.A.Ge (Coordinamento delle Associazioni di Genere e delle articolazioni di genere delle rappresentanze sindacali e libero professionali della città di Reggio Emilia) di cui Confcooperative è componente effettivo, organizza l'evento “Lavoro e donne: quando il genere e’ un rischio - Formazione in ottica di genere per la prevenzione dei rischi sul lavoro” che avrà luogo giovedi’ 19 gennaio, alle ore 14.30, presso la Sala Consiliare della Provincia – Corso Garibaldi 59 Reggio Emilia.

Abbiamo parlato con una delle artefici dell'evento, finora unico in italia, la responsabile settore Lavoro e Servizi di Confcooperative Reggio Emilia, Antonella Albertini.

Donne, lavoro e sicurezza: un tema molto importante che va affrontato anche e soprattutto a livello locale, guardando al tessuto produttivo dei territori.

"È un tema che va affrontato a livello locale per cogliere le specificità del tessuto produttivo ed aggiungerei anche del contesto culturale e sociale dello stesso territorio ma necessita di un lavoro collettivo ed un approccio inclusivo, integrato ed incentrato sulla prospettiva di genere a 360° dove il ruolo delle imprese è tra gli attori principali. Oltre alla sicurezza, quando si parla di lavoro, di donne, di equità di genere, non vanno dimenticati i temi e gli impatti prodotti dalle azioni relative alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, alla genitorialità e alla cura, al welfare aziendale, alla gestione della carriera e all’equità salariale, tutti punti cardine se ad esempio un’azienda volesse conseguire la certificazione di parità. Il fenomeno delle discriminazioni, della violenza, delle molestie in ambito lavorativo è purtroppo molto significativo anche nella nostra provincia, dove i risultati statistici evidenziano una crescita dei casi che coinvolgono lavoratrici e lavoratori, con effetti impattanti sulla produttività delle imprese e più in generale della nostra economia. Dati che spesso non rilevano le cosiddette micro-aggressioni cioè quelle situazioni che non sfociano in evidenti atti di violenza ma si nascondono, anche inconsapevolmente, in frasi apparentemente innocue e date per “normali modalità di rapporto tra i generi”, che contribuiscono però a rafforzare gli stereotipi ed a sminuire la persona in quanto tale. Stereotipi che permeano purtroppo la nostra cultura e che noi stessi e noi stesse rischiamo di riprodurre con le nostre parole ed il nostro comportamento nei contesti in cui ci muoviamo. Tanto si può fare ma occorre prima di tutto lavorare sulla cultura e sulla consapevolezza. In ambito aziendale adottare azioni concrete rappresenta un’importante occasione per ridisegnare in modo strategico la propria organizzazione del lavoro per una economia innovativa e più competitiva, perché sa valorizzare tutte le competenze e le diversità presenti in azienda, più produttiva e di qualità perché frutto di un ambiente sano orientato alla riduzione dei rischi di infortuni, di malattie professionali e di stress da lavoro-correlato".

La normativa europea riconosce specificamente che donne e uomini hanno approcci diversi, esigenze diverse e soprattutto sono esposti a rischi diversi. Il confronto su questi temi deve portare ad una nuova visione.

"Innanzitutto credo sia importante non dimenticare che le misure europee, nazionali e regionali adottate in materia di sicurezza, prevenzione e contrasto della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro sono strumenti fondamentali per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il 29 ottobre 2021 l’Italia ha ratificato la Convenzione OIL del 2019 sulla violenza e le molestie nel mondo del lavoro la quale definisce che il lavoro deve essere basato sulla dignità e sul rispetto, per garantire il diritto di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori ad un mondo del lavoro libero da violenza e molestie e prevede azioni di prevenzione, protezione, applicazione delle norme e interventi di assistenza, informazione e formazione. La legislazione italiana non era a quella data certamente ignara di questi contenuti perché già l’art 2087 del nostro Codice civile impone ai datori di lavoro di assicurare condizioni di lavoro tali da garantire l’integrità fisica e morale e la dignità dei lavoratori anche attraverso iniziative di natura formativa e informativa così come chiede alle imprese, ai datori di lavoro, ai lavoratori e alle lavoratrici di impegnarsi per assicurare il mantenimento nei luoghi di lavoro di un in cui sia rispettata la dignità di ognuno e siano favorite le relazioni interpersonali, basate su principi di eguaglianza e di reciproca correttezza. L’art 28 del D.Lgs 81/2008 dove è stabilito che l’oggetto della valutazione dei rischi deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza, ivi compresi quelli collegati allo stress lavoro-correlato, quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, quelli connessi alle differenze di genere ecc. e ancora, relativamente ai rischi legati alle differenze di genere,  la modifica dell’art. 26, comma 3-ter, del D.lgs. N. 198/2006 introdotta dalla legge di bilancio del 2018, che, introduce una specificazione degli obblighi di prevenzione delle molestie sessuali. Considerato che la prevenzione non si rivolge a un soggetto “neutro” (che poi è un soggetto maschile) essa andrà effettuata attraverso una formazione che sia specificamente indirizzata a prevenire i rischi “particolari” cui vanno soggette le donne.

Questo evento, di cui tu sei una delle artefici, è un altro momento importante per Confcooperative Reggio Emilia nell’ottica di un sempre più intenso confronto sul territorio a tutela del lavoro, e delle donne, e di collaborazione con tutte le istituzioni ed enti impegnati nell’ambito della sicurezza negli ambienti di lavoro.

"Confcooperative è componente fin dalla sua costituzione nel 2020 (in piena pandemia), del Coordinamento delle Associazioni di genere e delle articolazioni di Genere delle Associazioni datoriali e professionali di Reggio Emilia, nato proprio dalla esigenza di garantire, attraverso il costante confronto tra i gruppi organizzati di donne di Reggio Emilia, una più efficace individuazione delle problematiche che ostacolano l’eguaglianza di condizioni economico-sociali delle donne reggiane. Ed è un luogo di confronto preziosissimo per la eterogeneità delle associazioni che lo compongono. Anche quando si affronta il tema della sicurezza il lavoro deve essere collettivo ed integrato tra tutti gli enti preposti: Inail, Asl, Ispettorato del Lavoro, consigliera di parità, consulenti del lavoro, avvocati per generare un costante confronto ed una condivisione di conoscenze tra ruoli che sono diversi tra loro".  

Quando si parla di sicurezza sul lavoro poi non si può prescindere dai processi formativi.

"La formazione sulla sicurezza ottempera innanzi tutto a delle disposizioni normative il cui valore giuridico è più vincolante di ogni valutazione di carattere etico. L’iniziativa che abbiamo organizzato è rivolta in particolare ai formatori sulla sicurezza negli ambienti di lavoro, per alzare la generale sensibilità e uniformare lo standard formativo volto ad una maggiore attenzione ai rischi legati al genere e per promuovere e favorire la divulgazione e la diffusione di contenuti, metodologie, strumenti efficaci per prevenire, riconoscere e gestire i rischi anche quelli connessi alle discriminazioni, alle molestie ed alla violenza di genere sul luogo di lavoro, che gli stessi formatori dovranno poi trasferire alle figure preposte alla gestione della sicurezza (datori di lavoro, RSPP, ASP, RLS) affinché se ne possa prendere piena coscienza e costruire un’organizzazione volta a prevenire e contrastare tutti questi fenomeni".

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