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Caro materiali da costruzione: 10 miliardi di euro per le compensazioni e l’adeguamento dei prezzari da usare per le nuove gare

martedì 10 maggio 2022

Pronte nuove risorse per oltre 9,5 miliardi di euro, che si aggiungono ai 470 milioni già previsti, per fronteggiare gli aumenti dei prezzi dei materiali da costruzione, dei carburanti e dei prodotti energetici nel 2022 e assicurare la realizzazione delle opere pubbliche e dei progetti finanziati con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e del Piano Nazionale Complementare. E' quanto contenuto nel decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri.

 

Per quanto riguarda il settore Infrastrutture, nel decreto sono previste anche norme per favorire gli investimenti dei concessionari autostradali ed evitare che i maggiori costi si riflettano sui pedaggi pagati dall’utenza; un buono per incentivare l’uso dei mezzi pubblici; risorse per i servizi aggiuntivi del trasporto pubblico locale fino al 30 giugno 2022 necessari per la diversificazione degli orari scolastici; credito di imposta per l’autotrasporto riferito a veicoli meno inquinanti; proroga al 30 giugno 2022 per l’adozione delle linee guida sui trasporti eccezionali; possibilità per le Autorità di sistema portuale di costituire comunità energetiche rinnovabili. 

Per quanto riguarda l'aumento dei prezzi materiali da costruzione, nel decreto, per assicurare la realizzazione delle opere pubbliche avviate ed evitare che le nuove gare vadano deserte a causa del caro-materiali e dell’aumento dei prezzi dei carburanti e dell’energia, le nuove norme prevedono l’aggiornamento dei prezzari, misure di compensazione per i lavori eseguiti nel 2022 e l’adeguamento ai nuovi listini dei bandi pubblicati nell’anno in corso. In particolare, per far fronte all’aumento dei costi di realizzazione delle opere, lo Stato mette a disposizione risorse complessive per circa 10 miliardi (di cui 9,5 aggiuntivi rispetto a quanto già stanziato) sia per le compensazioni, sia per le nuove gare, a cui possono accedere le stazioni appaltanti che non dispongono di risorse proprie sufficienti a compensare le imprese sulla base dei prezzari rivisti. Nel complesso sono stanziati 3 miliardi di euro per l’anno in corso, 2,55 miliardi per il 2023 e 1,5 miliardi per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026.
In base a quanto previsto dal decreto-legge, le Regioni devono aggiornare i prezzari delle lavorazioni entro il 31 luglio 2022 (in caso di inadempienza interverranno gli uffici territoriali del Mims). Nelle more di questa revisione, le stazioni appaltanti possono applicare un incremento del 20% rispetto ai prezzari in vigore al 31 dicembre 2021.
 

Per tutte le altre informazioni sulle misure adottate dal Consiglio dei Ministri clicca qui

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