L’avvio dei lavori è stato affidato al Presidente regionale Daniele Castagnaviz cui hanno seguito i saluti del Presidente della federazione regionale, Maurizio Era, del Vicepresidente nazionale Giovanni Di Nunno e del Sindaco di Palmanova, Giuseppe Tellini.
Nell’ambito dei lavori dell’assemblea si è svolta la tavola rotonda “Dai CCNL tradizionali all’innovazione nella contrattazione. Nuove e innovative visioni del lavoro tra legislazione regionale e nuove prassi” a cui hanno preso parte l’Assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, la Segretaria regionale CISL Fvg, Renata Della Ricca, il Vicepresidente nazionale di Confcooperative Lavoro e Servizi, Giovanni Di Nunno, e l’avv. Fleur Casanova.
Per Confcooperative Fvg l’assemblea ha costituito l’occasione per sottolineare che «L’economia dei servizi è centrale nell’economia regionale e contribuisce in maniera significativa all’occupazione», come ha dichiarato Maurizio Era, dal 2022 Presidente regionale della Federazione che comprende cooperative operanti nella produzione artigiana e manifatturiera, nei servizi, nel trasporto merci e persone, nell’edilizia e impiantistica, nell’economia portuale.
In questo specifico settore il numero medio degli addetti tra le cooperative di produzione e lavoro è di 39 addetti. 210 milioni di euro, invece, il fatturato delle 104 cooperative del settore, in sostanziale crescita rispetto ai 121 milioni del 2015: un tasso di crescita annuo per il comparto pari allo 6,3%. Un fatturato che vede il settore cooperativo delle costruzioni contribuire con 76 milioni di euro (36,2%), mentre il settore dei servizi sono al primo posto con 110 milioni di euro (52,3%), i trasporti 20,5 milioni (9,7%), le attività di produzione 3,2 milioni.
I costi del lavoro sommano a 105 milioni di euro (crescita annuo del 5,97%). Significativa la concentrazione geografica delle cooperative del comparto: Udine (50) e Trieste (22, trainante dalla presenza del porto) vedono la maggiore concentrazione di cooperative del settore con Trieste che riunisce in particolare la metà di quelle attive nei trasporti.
“Negli ultimi dieci anni oltre 7mila laureati hanno lasciato la nostra regione e ne sono rientrati poco più della metà: un deficit che ci ha imposto di agire sulle cause profonde che spingono i giovani a cercare altrove opportunità di vita e di lavoro. Innovazione sociale, politiche per la famiglia, accrescimento delle competenze sono le leve su cui abbiamo agito” ha affermato l’Assessora regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, nel suo intervento “Dai Ccnl tradizionali all’innovazione nella contrattazione. Nuove e innovative visioni del lavoro tra legislazione regionale e nuove prassi”. Quando chiediamo ai giovani perché scelgono di andare all’estero – ha spiegato Rosolen – emergono tre fattori chiave: qualità e stabilità dei contratti, percorsi di crescita e formazione continua e un sistema di servizi capace di sostenere concretamente i progetti di vita e di famiglia. È su questi tre pilastri che abbiamo costruito la legge sull’innovazione sociale: questa legge mette nero su bianco una responsabilità collettiva – ha aggiunto – Regione, imprese, sindacati, enti locali e sistema della cooperazione concorrono insieme a costruire un ambiente più attrattivo e inclusivo”.
Tra gli esempi citati da Rosolen, le misure a sostegno della conciliazione vita-lavoro e della natalità: “Non parliamo più di bonus episodici, ma di servizi strutturali che incidono sul potere d’acquisto delle famiglie. “L’obiettivo finale – ha concluso – è trattenere e attrarre giovani e donne nel nostro mercato del lavoro, offrendo non solo occupazione, ma prospettive di crescita e qualità della vita. Questa è la vera innovazione sociale”.