Cooperazione e nuove sfide del lavoro e dei servizi a Firenze il confronto sul futuro di Confcooperative. L’apertura dei lavori è stata caratterizzata dalla proposta del presidente regionale Lorenzo Giuntini di affidare la presidenza dell’assemblea a Giuseppe Gori, che ha dato avvio agli adempimenti statutari.
Nel suo intervento, il presidente nazionale Massimo Stronati ha inquadrato il contesto generale sottolineando come il lavoro resti il perno dell’economia sociale di mercato e come la fase attuale sia segnata da profondi cambiamenti strutturali. Ha evidenziato la centralità crescente del settore terziario e dei servizi, oggi prevalente nel mercato del lavoro, e le difficoltà nel generare occupazione stabile. Un’attenzione particolare è stata dedicata al tema della qualità del lavoro e delle retribuzioni, con il richiamo alla necessità di garantire salari dignitosi e di contrastare la diffusione di contratti considerati poco tutelanti. Stronati ha inoltre evidenziato la frammentazione del sistema contrattuale, con oltre novecento contratti collettivi, ritenendo necessaria una razionalizzazione che rafforzi la centralità del contratto nella cooperazione. Ha anche aperto a nuove prospettive di sviluppo per il settore, citando la cosiddetta “cooperativa dei dati” come possibile ambito emergente, ribadendo che la missione fondamentale della cooperazione resta quella di creare e garantire lavoro. Tra le questioni operative è stato richiamato il tema degli appalti pubblici e la necessità di meccanismi di revisione dei prezzi, insieme all’esigenza di organizzazioni cooperative solide e strutturate.
La relazione del presidente regionale Lorenzo Giuntini ha invece offerto un bilancio degli ultimi quattro anni, descritti come un periodo particolarmente complesso attraversato prima dalla pandemia e poi da una fase di forte incertezza economica e trasformazione normativa. Giuntini ha sottolineato l’aumento dei costi operativi e salariali e il continuo mutamento del quadro regolatorio, evidenziando come la cooperazione abbia comunque consolidato la propria presenza grazie al lavoro svolto nei tavoli di confronto con le istituzioni e alla capacità di dare maggiore voce alle imprese cooperative. È stata richiamata con forza la necessità di superare la logica del massimo ribasso negli appalti pubblici, considerata penalizzante per la qualità dei servizi e per la sostenibilità del lavoro. Tra le criticità principali restano la difficoltà nel reperimento del personale e la necessità di garantire il rispetto delle regole in un contesto competitivo sempre più complesso.
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