Celebrare 75 anni di attività significa ripercorrere tre quarti di secolo di storia e sacrifici. Per la Cmcf, cooperativa edile faentina che nel 2025 ha tagliato questo traguardo, significa anche ricordare chi “l’ha fatta davvero”, dagli albori del 1950 agli anni Ottanta.
A raccontare l’epopea – di seguito ricostruita grazie alle sue memorie – è stato Antonio Lombardi (1928-2017), Maestro del Lavoro e uno dei primi soci della cooperativa.
1950: dalla dissoluzione nasce una nuova speranza
Nei primi anni del secondo dopoguerra, la cooperativa cementisti Sacles di Faenza, che pure aveva superato in buone condizioni il periodo fascista, si trovò comunque di fronte a dissidi politici interni che la portarono allo scioglimento.
Dalle sue ceneri nacquero due cooperative: la Cef e la Cmcf. Quest’ultima, guidata da un capomastro faentino di provata reputazione, raccolse una trentina di muratori, scelti non solo per appartenenza politica ma soprattutto per la loro disponibilità a lavorare anche senza paga. Le regole prevedevano periodiche valutazioni di merito dei soci per decidere compiti e avanzamenti di carriera.
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