Nel corso dell’audizione, la Federazione ha espresso le seguenti posizioni:
- È necessaria la piena attuazione dei decreti attuativi in materia di foglio di servizio, nel rispetto della recente sentenza della Corte Costituzionale, nonché una disciplina delle piattaforme elettroniche coerente con gli orientamenti della Corte di Giustizia dell’Unione europea.
- La programmazione e il coordinamento del trasporto pubblico non di linea dovrebbero essere attribuiti alle Regioni, prevedendo, ove opportuno, la possibilità di stipulare contratti di servizio con i titolari di licenza taxi e di autorizzazione NCC, al fine di integrare tali servizi con il trasporto pubblico locale.
- Confcooperative propone la creazione di un numero unico nazionale, accessibile tramite una piattaforma digitale pubblica, oppure attraverso il coordinamento di tutti i sistemi di intermediazione della chiamata taxi mediante una piattaforma di riferimento alla quale gli operatori dovranno necessariamente interfacciarsi per poter operare.
- Tale piattaforma potrebbe essere realizzata valorizzando infrastrutture tecnologiche già esistenti, come il sistema MAAS – Mobility as a Service, sviluppato con fondi PNRR e utilizzabile come architettura tecnologica abilitante.
Secondo Confcooperative, una piattaforma pubblica rappresenta uno strumento strategico per superare l’attuale frammentazione dell’offerta taxi, oggi caratterizzata dalla proliferazione di numerose piattaforme private non coordinate tra loro.
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