Un’industria che mette al centro l’essere umano è possibile. L’esempio della cooperativa COMIG

Dalla Rivista "Italia che Cambia" un articolo sulla cooperativa COMIG: nata per la costruzione di impianti industriali complessi, COMIG mostra come tecnologia e competitività possano convivere con partecipazione democratica e centralità delle persone.
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Quando sentiamo parlare di industria pensiamo quasi sempre a catene di montaggio impersonali, a processi automatizzati, a numeri e algoritmi. Ma dietro ogni impianto industriale ci sono mani. Mani che saldano, misurano, controllano, assemblano. Alla COMIG queste mani hanno un valore speciale: costruiscono impianti, ma anche un progetto comune.

COMIG nasce nel 1974, non come un’idea di manager o investitori esterni, ma per volontà di alcuni lavoratori dipendenti che desideravano intraprendere un’avventura imprenditoriale insieme, nel settore metalmeccanico. Questi pionieri non immaginavano solo un posto di lavoro stabile: volevano costruire qualcosa di proprio, fondato sulla fiducia reciproca, sulla cooperazione, sull’identificazione con un progetto comune. Non un semplice lavoro, ma un patto collettivo.

All’inizio COMIG era una piccola realtà metalmeccanica. Oggi, dopo decenni di lavoro e crescita, è diventata un punto di riferimento per l’industria meccanica del Nord-Est. L’azienda si è progressivamente specializzata nella costruzione di impianti industriali complessi conto terzi: non solo carpenteria, ma anche consulenza tecnica, approvvigionamento dei materiali, lavorazioni meccaniche e di saldatura, assemblaggio, collaudo, verniciatura, spedizione.

Leggi l’articolo integrale sul sito del periodico Italia che Cambia

Immagine del sito della Cooperativa COMIG

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